Menu principale:
Vescovi, i Presbiteri e i Diaconi. Ad essi quest’ufficio compete in modo ordinario: ai Vescovi in sommo grado, in quanto successori degli Apostoli, ai Presbiteri e ai Diaconi, in quanto ricevono l’ufficio di predicare dal Vescovo e lo esercitano in comunione con lui.
L’ufficio, di essere testimoni della Parola, compete a tutti i Battezzati, in quanto partecipazione del munus profetico di Cristo. Tutti allora hanno il diritto e il dovere di annunciare la Parola secondo i carismi ricevuti. Tutti i fedeli sono servitori della Parola (Lc 1,2). Chiunque, quando esercita questo ufficio in vista della formazione dei fedeli, deve impegnarsi nello studio. Non ci si deve fidare dell’improvvisazione, se non si vuole rendere infeconda la Parola e mortificare l’azione dello Spirito. Mai dimenticare che l’ufficio della predicazione è di competenza apostolica e che quindi va svolto nella maniera il più dignitosa possibile. Su questo argomento si è pronunciato più volte, parlando della Bibbia, il Santo Padre Benedetto XVI.
Purtroppo non “si può dire che i nostri catechisti e animatori pastorali siano sufficientemente preparati per una buona comunicazione della Bibbia. Spesso viene anche a mancare o è troppo scarso quel clima di silenzio, interiore ed esteriore, che solo può favorire la preghiera, la riflessione e il discernimento, e grazie al quale alla luce della Bibbia si riconoscono i segni dello Spirito di Dio nel mondo e nella storia e si sanno riportare esperienze e problemi umani nel vasto progetto della storia della salvezza che la Bibbia testimonia”.
17 Nella nostra diocesi in riferimento a questa preoccupazione, e in questo chiedo la collaborazione delle aggregazioni laicali, nonostante le tante proposte di approfondimento e di formazione sulla Parola di Dio, giova incrementare il servizio specifico dell’Apostolato Biblico, sempre più capace di diffondere la pratica biblica con opportuni sussidi, susciti il movimento biblico (cfr DV,25) tra i laici, curi la formazione degli animatori dei Gruppi di Ascolto o del Vangelo, soprattutto tra i giovani, proponendo itinerari di fede con la Parola di Dio.
In secondo luogo, chi è preposto a quest’ufficio deve invocare lo Spirito Santo. Non si è buoni ministri della Parola senza la sua assistenza. Egli ordinariamente agisce nei destinatari se prima ha portato frutti nella vita del ministro. La partecipazione dello Spirito, dunque, è un dono da chiedere nella preghiera. Nel Nuovo Testamento troviamo anche altri criteri di discernimento legati al ministro. Tra quelli più evidenti, la dedizione alla Parola con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze. Ma attenzione! Mai per finalità particolari, nemmeno allo scopo di legittimare una personale interpretazione della fede. Paolo insegna che l’annuncio deve essere libero da qualsiasi scopo se non quello di manifestare Cristo Crocifisso! (2 Cor 4,5).
Concludendo, il vero servizio della Parola (At 6,4) sta nel renderla credibile. In questo sforzo continuo la si serve realmente, perché in tal modo dischiude l’opera della grazia a beneficio di coloro cui è destinata.
17. CEI, La Bibbia nella vita della Chiesa, 10.