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Proseguendo nell’impegno di fare della Sacra Scrittura lo strumento privilegiato di tutte le iniziative pastorali è mio intento proporvi una riflessione sui principi e sulle scelte da seguire perché tutti voi possiate sempre più godere della consolazione della Sacra Scrittura. In linea con le istanze della “nuova” evangelizzazione, programma caro al cuore di Giovanni Paolo II, avremo modo di capire insieme perché dobbiamo e come possiamo fruire della Grazia che scaturisce dall’uso quotidiano della Parola di Dio.
L’efficacia della Parola di Dio in ordine alla crescita del Regno e della vita spirituale del credente è un’idea presente dappertutto nella Bibbia. Basta ricordare il paragone della neve e della pioggia, le quali non ritornano a Dio se prima non hanno irrigato e fecondato la terra (Is 55,10-11). La Parola realizza ciò che comunica e dona a tutti la gioia dell’incontro. Riscoprire questa dimensione è determinante per camminare sicuri verso la santità, incontro a Cristo, nella Chiesa. In questi ultimi anni, la Conferenza Episcopale Italiana, ha pubblicato diversi documenti per illustrare l’importanza e il ruolo della Parola di Dio tanto nella vita del fedele cristiano quanto in quella della comunità.1 Ad essi bisogna aggiungere quei contributi di altro genere, come le relazioni di alcuni Sinodi diocesani, dove si incarnano questi contenuti nella realtà.
L’obbiettivo che ci si sforza di conseguire è quello di adeguare gli itinerari formativi, restituendo la centralità alla Parola di Dio nella vita del battezzato, in riferimento sia alla vita cristiana che alla crescita spirituale.
Il testo fondamentale, vera chiave di lettura del valore della Parola di Dio nella vita del credente, rimane il paragrafo 25 della Costituzione del Concilio Vaticano II sulla Divina Rivelazione, la Dei Verbum, definito dai Padri conciliari stessi “un programma di lavoro” per il futuro. Questo paragrafo della Dei Verbum è illustrativo e propositivo nello stesso tempo, perché esorta tutti alla “pia lettura“ della Sacra Scrittura e, in riferimento a questo uso della Parola di Dio, il Concilio offre anche delle indicazioni pratiche. E’ altresì importante sottolineare che il Concilio consideri la Parola di Dio alla stregua dell’Eucaristia (DV 21), in quanto due aspetti dell’unica azione di grazie che la Chiesa celebra. I Padri ci ricordano che come l’Eucaristia “accresce la vita della Chiesa” così la Parola di Dio, se viene venerata, può dare “nuovo impulso alla vita spirituale”. Si tratta di due azioni, quella della Parola e quella dell’Eucaristia, da considerarsi in modo sinergico in riferimento alla vita e alla missione della Chiesa.
Questa preoccupazione del Concilio, viene riproposta nei lineamenta del Sinodo: “La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, dove, nel ricordare a tutti lo scopo eminentemente pastorale del convenire, viene sottolineato che questa azione sinodale è strettamente legata alla precedente convocazione sull’Eucaristia. Il Sinodo sulla Parola va inteso come completamento dell’unica azione della Chiesa, che è orientata ad: “Accendere la stima e l’amore profondo per la Sacra Scrittura, facendo si che i fedeli abbiano largo accesso ad essa … Si vuole dare al popolo una Parola che sia pane: perciò (il sinodo) mira a promuovere un corretto esercizio ermeneutico della Scrittura, bene orientando il necessario processo di evangelizzazione e di inculturazione” (lin 1.1).
Questa preoccupazione nasce dalla constatazione che, nonostante siano trascorsi più di quarant’anni dal Concilio Vaticano II, a tanta parte dei fedeli cristiani la Parola di Dio è tuttora reclusa: per molti, pur impegnati in ruoli di responsabilità, risulta ancora quasi inaccessibile.
Conosciamo dalle statistiche che solo il 10% dei battezzati ha un contatto diretto con il testo sacro e che il 69% dei battezzati non ha mai letto per intero un Vangelo.
Eppure, nonostante queste analisi, sento di poter affermare che tra i fedeli si avverte un desiderio crescente orientato alla comprensione del Libro Sacro, così sono convinto che la nostra gente ha una profonda sete di Dio. Di questo faccio esperienza nel partecipare alle tante manifestazioni religiose che si accompagnano alla vita ecclesiale della nostra diocesi. Queste manifestazioni che coinvolgono emotivamente tante persone in un moto vero di pietà popolare, come spesso abbiamo sottolineato, hanno bisogno di essere maggiormente contrassegnate come veri itinerari di evangelizzazione; devono sempre più diventare occasione sistematica di approccio alla Bibbia nell’ascolto della Parola, vero incontro con Gesù Cristo. Noi sappiamo che la Parola di Dio ha un corpo, essa è sostanzialmente quella realtà contenuta e attestata nella Sacra Scrittura, che può definirsi “il Libro della Parola di Dio”. La nostra attenzione e il nostro interesse devono essere dunque rivolti alla Parola di Dio, nella concretezza umana e storica della Bibbia; questa riscoperta del valore del testo sacro, se adegutamente compreso, produce rinnovato slancio e fervore all’evangelizzazione “nuova”.
Occorre operare per una comprensione della fede più autentica e motivata. Ritengo di poter indicare a tutti l’esempio del Santo Padre Benedetto XVI che instancabilmente si sforza di orientare l’impegno della Chiesa verso il recupero degli autentici valori cristiani basati sulla Sacra Scrittura e sull’insegnamento dei santi Padri. Ultimamente, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, rivolgeva ai giovani l’invito «ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia come una bussola che indica la strada da seguire».2
1.Ci poniamo sulla scia lasciata dai seguenti documenti: La Costituzione dommatica sulla divina rivelazione Dei Verbum del Concilio Vaticano II (18 novembre 1965); il documento finale del Sinodo straordinario del 1985, dal titolo La Chiesa sotto la Parola di Dio celebra i misteri del Cristo per la salvezza del mondo, che riprende la DV; L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa della Pontificia Commissione Biblica (15 aprile 1993); La Parola del Signore si diffonda e sia glorificata (2 Ts 3,1). La Bibbia nella vita della Chiesa.
Nota pastorale della Commissione Episcopale per la dottrina della fede e la catechesi (18 novembre 1995).
2.Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2006.