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La Vergine Maria, che si accompagnerà premurosa al cammino del nostro anno pastorale, ci ricorda che il primo incontro con la Parola di Dio avviene nella preghiera. La sua efficacia dipende in sostanza dalla capacità e dalla disponibilità a vivere la preghiera, cioè ascoltare Dio e dialogare con Lui. La Dei Verbum esorta ad una lettura della Bibbia accompagnata dalla preghiera, in modo che si realizzi il dialogo tra Dio che parla e l’uomo che risponde. Senza quest’approccio dialogico non si giunge alla conoscenza di Gesù Cristo, Parola incarnata del Padre. Questo legame con la preghiera è stato recentemente richiamato dalla Pontificia Commissione Biblica, in maniera ancora più puntuale nella forma della Lectio Divina, che era una prassi di lettura biblica nella chiesa antica, soprattutto negli ambienti monastici.
Ci viene ricordato di: “Rinnovare l’ascolto della Parola di Dio, segnatamente con l’esercizio della Lectio Divina, debitamente adattata alle varie circostanze, e di offrire al mondo dei poveri una Parola di consolazione e di speranza” (lin 1.1).
“La Lectio Divina è una lettura individuale o comunitaria di un passo più o meno lungo della Scrittura, accolta come Parola di Dio e che si articola sotto l’azione dello Spirito, in: Meditazione, Preghiera e Contemplazione”.3 A questo metodo si rifà non ogni lettura biblica, come forse alcuni erroneamente pensano, ma quel tipo di lettura che presuppone da parte del credente almeno il desiderio di mettersi “di fronte a una pagina della Scrittura per leggerla in spirito di fede e di preghiera, così da entrare nel mondo di Dio, nel suo piano di salvezza ed entrare nei sentimenti e nelle scelte di Cristo, in maniera da smascherare le insidie della mentalità mondana (…) così da giungere a considerare tutta la realtà secondo la mente e il cuore di Cristo, cioè unificare tutto in Cristo (…)”.4
La prima fase della Lectio esige la disponibilità all’ascolto. La Parola è ascoltata quando stabilisce il dialogo tra le persone. In questo caso il dialogo tra Dio e i credenti. La fede nasce dalla predicazione. La Sacra Scrittura testimonia costantemente l’annuncio dell’Evangelo mediante la predicazione degli Apostoli, alla predicazione si corrisponde con l’ascolto e con la meditazione. L’ascolto è perciò la prima condizione necessaria perché si entri nello spazio della Parola: è dall’ascolto che è nato Israele come popolo di Dio al Sinai; è dall’ascolto della predicazione apostolica che è nata la Chiesa; è dall’ascolto della Parola di Dio nella Chiesa che si rigenera la comunità dei credenti; è in questo modo, meditando la Parola, che i credenti giungono a una comprensione sempre più piena della fede (fides ex auditu).
Dio Padre, al momento della Trasfigurazione, invita i discepoli presenti ad ascoltare Gesù: “ascoltatelo” (Mc 9,7). Mai abbastanza si sottolinea la necessità dell’ascolto e della meditazione. Possiamo affermare che questa attenzione, che dobbiamo maturare sempre più, ad accogliere il messaggio del Regno esige una profonda devozione verso la Vergine Maria, modello insuperabile della disponibilità all’ascolto della Parola.
E’ grazie al suo modo di vivere l’ascolto che si attiva in noi quel processo in virtù del quale la Parola permea e santifica la vita. Per coltivare la propria vita spirituale sono necessarie molte condizioni: ma prima di tutto è necessario imparare a vivere il silenzio interiore ed esteriore. L’ascolto orienta e incoraggia all’ascesi.
Dobbiamo imparare dai Santi, tra i quali tanti eremiti e monaci, che in varie epoche hanno abitato il territorio della nostra diocesi tra il Mercurion e il Monte Mula, questi, sull’esempio di Elia, che per ritrovare la fede dei Padri si mise in ascolto della “voce di silenzio sottile di Dio” (1Re 19,12) trasformarono con i loro asceteri, cappelle e conventi questi ambienti in luoghi di santità.
Dobbiamo conoscere i santi della nostra diocesi ed insegnare alle nostre comunità che abitano in mezzo ai luoghi dei Santi, che nei loro luoghi si può e si deve crescere nella santità. La pratica della Lectio Divina non è orientata solo alla pura contemplazione dell’azione divina, possiamo affermare che apre al mondo dell’uomo, l’ascolto vero della Parola apre alla missione. Noi sappiamo che nella Parola l’organo dell’ascolto è il cuore (1 Re 3,9). E’ qui che la persona ritrova l’unità e fa sintesi. Da esso parte l’impulso a “fare” la Parola (At 16,14). Poiché non basta ascoltarla e comprenderla: la Parola deve essere vissuta! L’ascolto non è soltanto un atto della mente ma è orientato a coinvolgere, nell’accoglienza della Parola, tutta la persona,
come il terreno buono della parabola del seminatore (Mc 4,1-9), tutta la persona si apre all’accoglienza e al dono di Dio. Se c’è questa condizione allora è compresa, nella situazione particolare in cui risuona e relativamente al livello della sensibilità spirituale del credente, l’esigenza di testimoniarla nelle tante situazioni che la vita ogni giorno sottopone alla nostra attenzione.
Incoraggio a verificare, con gli organismi di partecipazione laicale, la vita delle nostre comunità sull’anelito alla santità. Le nostre parrocchie devono essere non tanto comunità che fanno delle cose, ma comunità che, grazie all’azione della Parola che plasma, si lasciano fare da Dio e, nella vita di ogni giorno, testimoniano
l’opera di Dio in loro.
Il Cardinale Martini, che ha fatto della Lectio uno strumento privilegiato della sua azione pastorale, così si esprimeva al riguardo dei frutti determinati da questo particolare approccio alla Parola: “la Lectio Divina fa qualcosa che i discorsi, le prediche e le catechesi di per sé non possono fare; cioè, pone il singolo di fronte a Dio che gli parla, che lo istruisce, che lo scuote, che lo invita, che gli promette qualcosa, che lo chiama; e quindi pone ciascuno in un’atmosfera di dialogo, di richiesta umile di perdono, di domanda di luce, con la disposizione a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo per realizzare l’offerta della propria vita a Dio”.5
3. PCB, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, IV C-2.
4. C. M. MARTINI, La Parola di Dio nella città, in UFFICIO CATECHISTICO
NAZIONALE, Il popolo di Dio incontra la Bibbia. Un modello significativo: la lectio divina, Atti del III Convegno Nazionale
dell’Apostolato Biblico (Roma 22-23 aprile 1994), Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1995, 82.
5. C. M. MARTINI, La Parola di Dio nella città, 86.