Menu principale:
In questa sezione uso l’espressione di comunità cristiana per essere concreti, ma con essa intendo tanto la Chiesa nella sua dimensione universale quanto la Chiesa particolare: ogni porzione del popolo di Dio che vive in un determinato territorio. Al riguardo è riconosciuto il legame strettissimo tra Parola e Chiesa. Si afferma che la Chiesa è indissolubilmente legata alla Parola di Dio, per due motivi: la Chiesa è generata dalla Parola, la Chiesa genera la Parola.
14 Anche ciò può vedersi in analogia con l’Eucaristia: come si deve ammettere che l’Eucaristia “fa la Chiesa” così si deve riconoscere che senza la Chiesa non si dà Eucaristia. Nel Nuovo Testamento è evidente che senza la proclamazione della Parola da parte degli Apostoli non c’è la Chiesa. Dal riconoscimento di questo legame dipende un’interpretazione biblica rispettosa del dato rivelato, nonché l’attitudine di chi è preposto alla predicazione; aspetto, quest’ultimo, su cui ritornerò più avanti. Alla base della costituzione della Chiesa
c’è la predicazione degli evangelisti e degli apostoli, quella stessa che è stata fissata negli scritti della Bibbia.
Affidata agli Apostoli la Parola è predicata in modo tale che crei legami profondi di fede e di carità, sicché essa, come si nota negli Atti, cresce dovunque e in chiunque l’accoglie. Nel Nuovo Testamento si usa proprio il verbo “crescere” in riferimento all’Evangelo, da cui la comunità è generata (At 6,7; 12, 24; 19,20; Col 1,16). Nuove comunità nascono in virtù della predicazione degli Apostoli e si moltiplicano coloro che giungono alla fede. Ogni cristiano si sente coinvolto interiormente in questo processo per il quale la Parola genera la comunità.
Tale influsso non è limitato alla Chiesa primitiva. La Parola continua ad operare nel corso della storia, in modo che la Chiesa cresca grazie ad essa. Nello stesso tempo anche la Parola cresce in proporzione alla crescita della Chiesa. Al riguardo scrive Magrassi: “Bibbia e Chiesa sono legati da rapporti così stretti da costituire due realtà interdipendenti. L’una non può esistere senza l’altra. Senza la Parola la Chiesa non si costruisce; senza la Chiesa la Bibbia non è Parola vivente, ma lettera morta”.
15 In questa dinamica è essenziale il momento originario dell’annuncio o, meglio, il modo in cui avviene la predicazione. Istruttive al riguardo sono le parabole evangeliche del regno, in particolare quella del seminatore che ci fa capire almeno due cose importanti: la prima, è che occorre prodigalità nella proclamazione (Mc 4,1-9), perché è giocoforza che essa, come i vari tipi di terreno della parabola, possa trovare ostilità o condizioni di indifferenza; la seconda, è che non sono mai vani gli sforzi per preparare il terreno buono là dove il seme possa dare il suo frutto il cento per uno. Questo significa che occorre lavorare
non soltanto nel seminare la Parola ma perché essa trovi le condizioni adatte per dare frutti.
La Chiesa genera la Parola. Più concretamente, la comunità rivela la Parola che ha ricevuto e si identifica con quanto proclama. Questo concetto si può desumere da alcuni brani del Nuovo Testamento. Mi preme soltanto citarne uno che forse si staglia tra gli altri per la risonanza emotiva che suscita nel cuore di chi sull’esempio di Paolo è impegnato nella predicazione della Parola e nella costruzione della comunità cristiana. L’Apostolo, scrivendo ai Corinzi, parla della comunità come se parlasse della Parola predicata, in termini che si confanno all’una e all’altra: “voi siete una lettera del Cristo composta da noi” (2 Cor 3,3).
La comunità, avendo ascoltato e accolto la predicazione dell’Apostolo, diventa “lettera del Cristo” ed acquista una portata universale, riconoscibile in tutto il mondo. Accogliere questo messaggio significa accettare la Chiesa senza separare la fede nel Vangelo dalla fede nella Chiesa. Questo dato può sfuggirci se non teniamo presente che la Lumen Gentium, per indicare il mistero della Chiesa, accanto alla categoria di popolo di Dio impiega quella del Corpo di Cristo.
”La comunità dei fedeli è il corpo di Cristo (LG 1) in quanto essa trae la propria origine da Cristo come dal principio vitale che unifica e sviluppa. Quando dunque Paolo parla della Chiesa come corpo di Cristo egli intende primariamente il corpo personale di Cristo, la sua carne e il suo sangue, che egli sostiene, vivifica, sviluppa e muove come principio propulsore e coordinatore di vita. Nella carne di Cristo, nel suo corpo la Chiesa ha la sua prima realizzazione
concreta, in quanto i fedeli formano con il corpo e nel corpo di Cristo una unità tra loro, proprio perché appartengono alla sua carne, sono la sua carne”.
16 Vivere il mistero della Chiesa in questa luce significa riconoscerci nell’opera che lo Spirito Santo compie in noi (Ef 2,16,18): ci unisce nello stesso Corpo e ci fa partecipare della stessa vita mediante la fede e i sacramenti. Infine, un’altra indicazione: la Bibbia non deve essere staccata dalla vita concreta della Chiesa, in particolare da quegli ambiti costitutivi della comunità ben evidenziati negli Atti degli Apostoli: la comunione fraterna e il servizio degli ultimi.
14. P.M. MAGRASSI, La Bibbia nella vita della Chiesa, in C. M. MARTINI - L. PACOMIO (edd.), I libri di Dio. Introduzione generale alla Sacra Scrittura, Marietti, Torino 1975, 594-618.
15. P.M. MAGRASSI, La Bibbia nella vita della Chiesa, 595.
16. R.P. MERENDINO, La parola spezzata, Borla, Roma 1982, 180.