Giuseppe Berti

 

 

Giuseppe Berti

Uomo di fede e di carità

Ha vissuto nella nostra parrocchia

E'  iniziato il cammino verso la beatificazione

per desiderio del  vescovo mons. Gianni Ambrosio 

                  UNA VITA DONATA  PER CRISTO 

         AI POVERI ,  AI GIOVANI, ALLA COMUNITA'

    Giuseppe Berti  è nato a Mortara (PV) l’ 8 dicembre 1899 da Giovanni, ferroviere piacentino e Adelaide Battistella.      Nel 1902 tutta la famiglia si trasferì a Piacenza, nella parrocchia di S. Anna, dove ha posto la residenza definitiva.

   Durante la prima guerra mondiale, nel 1917,  partecipò ad azioni militari sul Montello. Per una bomba scoppiata presso di lui,  rimase coperto di detriti. A forza di braccia riuscì a liberarsi. In  quella occasione fece voto di astenersi dal mangiare carne, dolci e bere alcolici. Voto rispettato scrupolosamente per tutta la vita.

    L’ insegnamento scolastico fu l’ impegno fondamentale della sua vita professionale.  Ha compiuto gli studi superiori presso l’ Università Cattolica del  S. Cuore: dove ha trovato il clima ideale per il suo temperamento di  educatore integrale. Si laureò in materie letterarie nel 1932.   In diversi istituti di Piacenza ha insegnato prima alle elementari, poi  filosofia, letteratura e storia. Nel 1939  ottenne  la cattedra  di filosofia  al Liceo Classico  “Daniele Manin” di Cremona. 

   Vita politica. Partecipò alla fondazione del Partito Popolare Italiano nel 1919 e si impegnò strenuamente ad educare i giovani ai valori della libertà. Ha subito anche violenze fisiche, nel 1923, da parte degli avversari politici.    Nelle votazioni politiche del 18 aprile 1948 venne eletto deputato nel Parlamento Italiano, nelle liste della DC. con il massimo delle preferenze. Nei cinque anni del suo mandato si impegnò in particolare ai problemi della scuola e del lavoro. 

     L’ Azione Cattolica lo coinvolse fin dal  1920 e ne divenne  costante promotore e animatore per tutta la vita,  in parrocchia e in diocesi. Dal 1937 al  1946  è stato  Presidente Diocesano della Federazione Uomini e dal 1946 al 1955 Presidente della Giunta Diocesana.

   Il Gruppo San Vincenzo a favore dei poveri  fu fondato da lui in S. Anna  nel 1929.  Ne rimase responsabile, animatore e socio fedelissimo fino alla fine della vita.

   Partecipazione alla Resistenza. Vi si impegnò dal 1944, nel territorio di  S. Rocco al Porto. Si dedicò in modo particolare alla formazione sociale e cristiana dei  giovani partigiani.  Arrestato come “sovversivo”, fu liberato in seguito allo scambio con un prigioniero della  Repubblica Sociale.

   Il Reparto Operaio Diocesano (ROD),   l’ Associazione , fondata da Luigi Gedda, per opera di Berti fu introdotto a Piacenza nel 1948.  Lo diresse fino alla morte.  L’ associazione  proponeva agli aderenti la santificazione della vita  in vista di decisi impegni pastorali. 

   Anche l’  Associazione ACLI,  dedicata alla formazione sociale e spirituale dei lavoratori,  lo vide tra i fondatori nel 1948.  Lui stesso fu eletto  primo Presidente del Comitato Provinciale. In seno alle ACLI, nel 1952, per sua iniziativa nacque il Gruppo Enaip, per la promozione culturale e professionale dei giovani lavoratori.

    Uomo di studio. Conclusi gli incarichi di responsabilità diretta, Berti si dedicò all’ appro- fondimento culturale dei settori , che lo avevano maggiormente interessato: il pensiero filosofico, il movimento cattolico, la Resistenza e i problemi giovanili. Pubblicò numerose opere di carattere storico e pedagogico.  E continuò come sempre ad impegnarsi nelle opere organizzative e formative.

   Giuseppe Berti è deceduto il 7 giugno 1979,  in seguito alle conseguenze  dell’  investimento da parte di un’ auto, davanti  della  chiesa, nella quale si recava per partecipare alla messa quotidiana.  I funerali,  nella cattedrale di Piacenza, sono stati presieduti dal vescovo Enrico Manfredini. Egli nell’ omelia ha messo in rilievo “il suo impegno generoso di laico cristiano, la sincera fedeltà ai poveri e il profondo senso di comunione ecclesiale”.

                  

 

Don Fornari intervista il  card. Tonini su Berti (2010)

                    Giuseppe Berti e i suo giovani

  

          vero Testimone del vangelo riconosciuto dai vescovi

                                                           Intervista al card. Ersilio Tonini

             Berti ha testimoniato decisamente l’ ideale cristiano

   Qual’è il suo giudizio di fondo sulla personalità cristiana di Giuseppe Berti ?

   Io sono fermamente convinto che Giuseppe Berti e Maria Bisi siano le due più eminenti figure del secolo passato a Piacenza. Essi hanno testimoniato decisamente l’ ideale cristiano. Persone dotate di un fervore assolutamente straordinario.

   Negli anni tempestosi del dopoguerra ha avuto modo di lavorare insieme al professor Berti ?

   In molte occasioni abbiamo collaborato insieme con assoluta assonanza di idee e di ideali sulle colonne de Il Nuovo Giornale e anche con forti dibattiti pubblici nei teatri e sulle piazze. E’ stata un‘ impresa straordinaria. Berti lo ricordo come uomo di grande fervore: geniale inventore di idee, efficace animatore, cristiano davvero forte e robusto. Insieme abbiamo combattuto decisamente contro il marxismo, con la stessa forza e con la stessa impostazione ideale.

   Berti era ritenuto uomo deciso in fatto di idee, le risulta che abbia avuto contrasti con l’ autorità religiosa ?

   Berti era insieme mite e coraggioso. Non mi risulta assolutamente che si sia messo in contrasto con i vescovi della diocesi. Direi anzi che è stato un esempio per tutti per la sua docilità all’ autorità religiosa.

   Berti è sempre presentato come un vero maestro di vita per i giovani , condivide ?

La sua azione a favore dei giovani è stata preziosissi ma. Sia con i giovani di S. Anna, sia con i giovani lavoratori e i giovani studenti, ai quali ha dedicato tutta la vita e che gli volevano un gran bene.

   Alcuni ritengono che il programma di vita che il professore presentava ai giovani sia un po’ datato, un po’ troppo intimistico e moralistico: come giudica questa valutazione ?...

   La spiritualità di Berti superata dai tempi ? Io spero che non si dicano stupidaggini di questo genere. Egli era un vero innamorato di Cristo, un cristiano davvero singolare. Non aveva nulla a che fare con gli interessi mondani ed egoistici. Sono proprio queste le cose che hanno valore e di cui c’è bisogno anche oggi, specialmente oggi.

Lei vedrebbe con favore Berti nell’ Albo dei Beati ?...

E’ importante adoperarsi perché Berti sia ricordato e presentato come maestro di vita alla comunità , vale proprio la pena. Egli gode della più grande stima del mio cuore. Ritengo davvero opportuno che si promuova la causa di beatificazione

   Come spiega che anche da parte del partito cristiano il professor Berti abbia incontrato qualche difficoltà e qualche opposizione ?

   Sotto il profilo politico ho poche notizie, perché nel periodo in cui fu eletto deputato io esercitavo il ministero lontano dalla città. Probabilmente non è stato molto accettato il suo modo di fare politica . Aveva uno stile troppo diverso dalla moda corrente. E poi, è noto, non si lasciava troppo coinvolgere dalle correnti “politiche” che si contrap- ponevano allora.

   Giuseppe Berti è stato direttamente impegnato della pastorale diocesana di Azione Cattolica: ritiene positiva ed efficace la sua azione ?

   Sotto la guida di Berti l’ Azione Cattolica piacentina ha vissuto un momento molto significativo. Ha infuso chiarezza di idee e grande coraggio nella nostra Chiesa : con lui l’ Azione Cattolica è stata capace di dare una testimonianza di grande spessore. La personalità di questo grande laico ha avuto un peso decisivo nell’ animare cristianamente la nostra Comunità diocesana

                                                               Intervista di don Luigi Fornari         (Ravenna , 22 giugno 2010)

                                         Un esemplare laico cristiano

                                                    di mons. Enrico Manfredini

    “Io credo che tutti gli aspetti della fisionomia spirituale e della testimonianza cristiana di Giuseppe Berti, si riassumano nel fatto che egli è stato veramente un “laico cristiano”.

    Ha cercato in tutti i modi di essere presente là dove Cristo ama essere presente. Specialmente nelle situazioni difficili e pericolose.

   Berti ha intuito come i giovani sono la speranza del futuro e si è dedicato con passione alla loro educazione.    Così  ha capito che i lavoratori hanno  oggi un’ importanza decisiva e sono la forza portante della nostra comunità civile e anche della comunità ecclesiale e perciò si è consacrato a loro con fraterna solidarietà,

   Ha fatto volutamente una scelta di povertà e ai poveri ha dedicato una intensa attenzione.. (1979)

                                               Missionario in senso pieno

                                                                            di mons. Luciano Monari

   Giuseppe Berti è stato un dono prezioso del Signore per la nostra comunità ecclesiale e per quella civile. Tutta la sua vita si è configurata come  una risposta generosa e lucida alla chiamata del Signore.  Un laico “missionario”  in senso pieno, chiamato a manifestare l’amore di Dio ai fratelli.

   Del missionario ha espresso tutte le doti  caratteristiche. L’ intimità abituale, profonda, sincera con Cristo, attraverso la Parola, i sacramenti e  la preghiera. La povertà amata e ricercata come stile di vita. La umiltà sincera e spontanea,  che non gli impediva però di pronunciare parole libere e forti quando erano in gioco i valori del Regno.  Il sacrificio  volontario come strumento di salvezza . L’ accoglienza con tutti: buoni e cattivi, amici e avversari, sempre con  spontanea cordialità.  Il bisogno permanente di aiutare di persona tutti coloro, che erano nel bisogno. L’  apertura senza condizioni ai vari settori: ai poveri, ai giovani studenti, ai giovani in lotta per la libertà, al complesso  mondo politico, e all’eterogeneo  mondo della cultura”.  (1999)

                                                             Ha puntato alla santità

                                                                  di mons. Gianni Ambrosio

   Giuseppe Berti ha sempre avuto ben presente il tipo di “missione”  proprio dei laici: cercare il regno di Dio, trattando le cose temporali e riordinandole secondo Dio. Anche  grazie  al suo prodigarsi all’interno dell’Azione Cattolica.

    Si sentiva impegnato ad ‘abitare’ in pienezza il suo tempo, a prendersi cura delle persone , “la passione per l’uomo” ,  ma anche dei luoghi e delle realtà in cui vivono e operano  gli uomini. Si sentiva e voleva essere pienamente cittadino.

    Non voleva  un cristianesimo astratto e intimistico, così distratto da trascurare ciò che veramente conta: l’amore per Dio e per il prossimo. Pensiamo all’impegno concreto e continuativo che Berti ha testimoniato all’interno della sua San Vincenzo”.   ( 2009)

 

La città di Piacenza celebra il 30° della morte di Berti (2009)

In S. Anna il Vescovo Ambrosio commemora il 30° della morte di Berti (2oo9)

    E' stato pubblicato un volume che raccoglie  le testimonianze dei Vescovi e degli amici che lo hanno conosciuto personalmente e anche qualche suo scritto significativo. "GIUSEPPE BERTI, MISSIONARIO DELLA CARITA' DI CRISTO" (2012)

   Ecco i capitoli del libro: Presentazione del Vescovo - Vita donata ai giovani e ai poveri  -  I Pastori della Chiesa Piacentina  -  Spiritualità dalle radici profonde    -  L’ Apostolato in Azione Cattolica  Insegnante educatore  -   Povero per i poveri      -   Le ACLI per portare Cristo ai Lavoratori -  I giovani, la sua  passione            -  Ribelle per amore        -  La dura lotta politica  -  Nel Diario la storia dell’ anima

   Il volume può essere richiesto, gratuitamente alla Parrocchia di S. Anna

 

              E’ iniziato il processo di beatificazione

                di Giuseppe Berti

 

 

   Domenica, 18 marzo, il Vescovo Ambrosio, nella grande aula del Duomo, ha dato solennemente inizio al processo di beatificazione.    Presenti le autorità: il Sindaco Reggi con il tricolore, il Presidente della provincia di Piacenza Trespidi, la nipote del professore, Maria Luisa Berti. Presente anche una schiera  numerosa di amici, di parrocchiani, di vincenziani e di aclisti.

   E' un cammino che mira  a portare questo nostro grande ex-parrocchiano al riconoscimento da parte della  Chiesa che si tratta di un cristiano "modello da imitare".    Il rito è stato introdotto con il canto allo Spirito Santo e si è concluso con la recita corale della preghiera per Berti, composta dal Vescovo stesso . 

   Don Luigi, “attore” della Causa, ha sottolineato  la figura di Missionario, che ha caratterizzato Giuseppe Berti nei vari aspetti della sua vita e del suo ministero. Caratteristica molto significativa, mentre si sta concludendo la Missione Popolare Diocesana.    Durante l’ assemblea il Vescovo ha insediato  il Tribunale che nei mesi prossimi dovrà interrogare i numerosi testimoni  e, alla fine, quando saranno stati esaminati tutti gli scritti del Professor Berti, proporrà al Vescovo le sue conclusioni, che permetteranno di chiudere  il processo con la sentenza, che ci auguriamo positiva.

   Sono stati nominati: Giudice   mons. Renzo Rizzi;  Promotore di giustizia, con   l’ incarico di verificare la validità e la legittimità  della procedura, don Stefano Antonelli; notaio diocesano: Anna Maria Morselli. Don Sergio Ziliani, Vice-postulatore ( in sostituzione di don Luciano Ravetti, assente per malattia) ha presentato al Vescovo l’ elenco dei testimoni, che verranno in seguito interrogati.    Se la pratica avrà risultato positivo ,  tutti i documenti  verranno trasmessi alla Congre-gazione Romana per la Canonizzazione dei Santi per la sentenza finale.

  Occorrerà pure un “vero miracolo”,  ottenuto per sua intercessione  perché   il Papa decida la Beatificazione.

   Anche da molto lontano ci sono pervenute richieste di notizie e di sussidi : dal Texas, da Napoli, da Mortara, da Pavia, da Vercelli.    Dalla Spagna una lettera entusiasta. “Stimato signor parroco in Cristo, rispettosamente mi rivolgo alla sua parrocchia, perché la rivista “Regno di Cristo” ha pubblicato una rassegna della bella vita e delle preziose virtù del Servo di Dio Giuseppe Berti. La sua vita esemplare ci ha entusiasmati tutti e ci auguriamo che in questa terra sia conosciuta la sua bella opera di spiritualità cristiana.    Vi prego di inviarmi  una piccola biografia di Giuseppe Berti  e anche un pacchetto di immaginette da distribuire presso le famiglie credenti e i nostri catechisti entusiasti.    Speriamo di tenervi informati della nostra accoglienza e ammirazione per l’ esemplare signor Berti. Vi prego di comunicarci il numero di conto-corrente per l’ invio di offerte per la causa di canonizzazione.

   Unito nella preghiera, la saluto in Cristo e nella Madonna.

                   Boiro ( Galizia, Nord della Spagna) 26 gennaio 2012

                   Adolfo Blanco Alcalde

 

                                 Frammenti  di vita spirituale

   n   “Signore, arriverò alla meta alla quale mi attendi ? Si, se tu non mi abbandoni. Ecco le mie promesse per il nuovo anno: capire con ogni mezzo disponibile la volontà di Dio; benedire tutto quanto stacca e libera dalla persone e dalle cose; cercare di esprimere la propria interiorità; formare un programma fisso per il definiti vo impegno della mia vita. Signore aiutami e perdonami” (1930)

   n  “Ho molto più ricevuto, che dato: il contatto con la ricca anima giovanile è fecondissima scuola. In questa grande famiglia molti hanno trovato la via, altri seguono i primi. Signore,  grazie per quanto mi desti, perdona la mia incomprensione”.  (1930)

   n     Mi permetto l’ espressione di una convinzione: soltanto un cristianesimo integro, aperto, comprensivo della povertà, valorizzatore del mondo operaio e giovanile, potrà condurre e trasformare la comunità nell’ ambito conciliare” (1979).

   n  Tra i doni preziosi ricevuti dal Signore: la vita della Grazia, insieme a quella fisica, la salute, la santa messa e comunione quotidiana senza interruzione dal 1925.   (1979)

   n  Il Signore, nella sua grande bontà mi ha dato  i poveri: fonte inesauribile di amore, specie nella Conferenza di San Vincenzo dal 1929, i carcerati per un decennio ed un’ accolta di anime giovanili aperte al bene. (1979)

   n    “Gli adolescenti  si rivolgono a noi e ci dicono: proteggeteci,  salvateci, perché tutta questa incoscienza, tutti questi interessi che ci circondano, tutta questa insensibilità pubblica, tutto questo egoismo, tutta la deformazione e  devastazione dell’ uomo stringe i nostri cuori  e giunge alle nostre anime. Salvateci, difendeteci: voi lo potete, voi lo dovete ! (Discorso in Parlamento sulla Responsabilità della stampa, 1951)

   n  “Mettere il Vangelo prima del lavoro significa:  formarsi una coscienza, vivere la propria fede, denunciare inesorabilmente le ingiusti zie”  (1955)

 

Il Postulatore don Luciano Ravetti presenta in Curia la domanda e i documenti richiesti per l' introduzione della Causa di beatificazione (2010

G. Berti, presente il vescovo mons. Malchiodi,presiede l' assemblea Diocesana di Azione Cattolica (1954)

 

                                           Preghiera per Giuseppe Berti

    Noi ti lodiamo, Padre santo, perché ci hai amato tanto da donarci il tuo Figlio Gesù, che si è offerto sulla croce per ricondurci a te.

   Noi ti ringraziamo, Padre buono,  per gli innumerevoli segni della tua bontà. Tra i doni della tua benevolenza riconosciamo il nostro fratello Giuseppe Berti.

   Egli ha corrisposto generosamente al tuo amore nelle alterne vicende della vita: la sua preghiera continua è per noi di esempio , la sua parola di educatore sapiente è per noi luce, il suo amore per la Chiesa e il suo impegno civile sono per noi motivo di incoraggiamento

   Dona, Padre santo, a questa Chiesa di Piacenza-Bobbio la grazia di poterlo presto pregare ed imitare come modello di vita buona e santa. Amen.

                                                                                                                             + Gianni Ambrosio , vescovo